Camera del Lavoro di Mantova: Documento conclusivo del Congresso

Pubblicato il 10.03.2010 in Notizie

mantovacgil

Documento conclusivo del VII Congresso della Camera del Lavoro Territoriale

 Mantova, 3 marzo 2010

 Le delegate ed i delegati al VII Congresso della Camera del lavoro di Mantova approvano la relazione programmatica del segretario generale Massimo Marchini, i contributi portati dagli interventi e le conclusioni di Fabrizio  Solari, della segreteria della Cgil Nazionale.

Il Congresso si tiene nel contesto di una crisi economica che sta drammaticamente devastando anche  la struttura economica/produttiva del territorio mantovano.

Di fronte alla gravità della crisi, in uno scenario in cui si prevede che nei prossimi mesi si raggiungeranno i livelli più alti di perdita dei posti di lavoro, il Governo dopo aver continuamente e letteralmente negato la crisi, evitando così di dover affrontare il problema, non ha ancora convocato, nonostante i continui dati negativi sia sulla produzione che sull’occupazione forniti dall’Istat, un tavolo con le parti sociali ed è intervenuto solo con risposte molto parziali, assolutamente inadeguate e con poche risorse impiegate.

I dati che ha raccolto ed analizzato il nostro osservatorio ci confermano che le aziende stanno passando dalla fase dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali alla fase della ristrutturazione e chiusura, perché non ci sono gli ordinativi o comunque questi si sono fortemente ridimensionati.  Non si intravvede l’avvio della  ripresa ed i bilanci che, a fine 2009 hanno segnato un calo che va dal 25 al 60%, confermato anche nei primi mesi di quest’anno, non prevedono spazi per recuperare redditività.

 Il Governo ha scelto la strategia di accompagnare la crisi, assumendosi la grave responsabilità di non intervenire con politiche industriali coraggiose e innovative, con risorse appropriate, e scaricando tutto sulle comunità locali ed il territorio, favorendo in questo modo l’incremento delle situazioni di fragilità delle famiglie e le emergenze.

 Nello stesso tempo in cui il paese vive questa emergenza molto grave il Parlamento si occupa delle leggi ad personam, per tutelare il premier.

In un paese dove c’è una costante  emergenza, che non è affrontare in modo consapevole e responsabile la crisi, ma l’attacco ai giudici ed alla Costituzione, con l’obiettivo di aumentare il potere personale di chi governa e liberarlo dai processi, si aggravano le tensioni sociali, gli episodi di intolleranza xenofoba e razzista. Vanno difesi il lavoro, la pace, l’istruzione quali valori fondanti della nostra Repubblica rafforzando così il nostro sistema democratico.

 I tentativi di privatizzare lo Stato per l’arricchimento dei pochi, in un clima di corruzione che la cronaca di questi giorni ha portato alla luce nello stesso momento in cui la Corte dei Conti denunciava l’aumento del fenomeno, il rischio di svolta autoritaria, il continuo scontro istituzionale, lo snaturamento dei compiti del Parlamento, dentro il degrado morale e l’ indebolimento della tenuta democratica, possono diventare ed alimentare l’innesco per provocare la scintilla di un grave scontro sociale

Di fronte alla situazione del Paese la CGIL con grande responsabilità ha avanzato delle proposte e piattaforme di merito, per la ricerca di soluzioni ai problemi che riguardano la nostra gente, riguardano il nostro sistema economico e di sostenerle con gli strumenti che il sindacato ha a disposizione.

I delegati e le delegate si impegnano promuovere tutte le iniziative per garantire la massima adesione allo sciopero generale del 12 marzo ed una ampia partecipazione alla manifestazione provinciale di Suzzara a sostegno delle nostre proposte per affrontare la crisi, perché non ne paghino il prezzo solo lavoratori e pensionati, per il futuro del paese, per la riduzione delle tasse sui salari e le pensioni, per difendere quei valori di cittadinanza che prevede la nostra costituzione.

 La manifestazione provinciale a Suzzara sarà nella stessa piazza dove nel 2003, il 23 febbraio, abbiamo manifestato in occasione dello sciopero generale contro il declino del paese. A sette anni di distanza torniamo in quella piazza confermando quello che allora era solo una previsione responsabilmente legata alle nostre analisi.

Siamo drammaticamente consapevoli che le nostre proposte hanno un fondamento reale su quanto si dovrebbe fare, abbiamo il pregio del rigore nelle analisi e siamo consapevoli che se il Governo non interverrà le soluzioni alla crisi non potranno essere individuate solo nei singoli territori.

 Le nostre dieci proposte per il territorio mantovano

 Affrontare l’emergenza della crisi è  la nostra priorità. Dobbiamo costantemente richiamare e far rispettare alle imprese mantovane l’accordo provinciale del 19 maggio 2009, che prevede si utilizzino tutti gli strumenti a disposizione per evitare i licenziamenti.

Ribadiamo l’importanza dell’utilizzo degli  ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione, contratti di solidarietà contrattando con le aziende criteri di equità nella rotazione per mantenere saldo il rapporto di lavoro. Dobbiamo contrastare con forza, coinvolgendo le istituzioni, ogni intervento di disimpegno, deindustrializzazione e delocalizzazioni da parte delle imprese, onde evitare l’ulteriore impoverimento del nostro territorio.

 

Riteniamo necessario guardare oltre la crisi per orientare la ripresa e lo sviluppo. Il tessuto produttivo del nostro territorio  vede la presenza di aziende con produzioni di eccellenza,  ad alto valore aggiunto, con forti capacità innovativa. Per contraltare ci sono settori  che presentano evidenti elementi di debolezza e di criticità, con produzioni standardizzate, scarsa innovazione, troppo piccole come dimensioni. Per l’insieme di queste ragioni consideriamo strategico sostenere il tessuto produttivo promuovendo uno sviluppo economico sostenibile, impostato sull’innovazione la ricerca e la qualità delle produzioni.  Non possiamo limitarci a una esclusiva programmazione di infrastrutture materiali e immateriali, ma cominciare a costruire un’idea di politica industriale promuovendo nuovi insediamenti partendo da un recupero di aree dismesse. Serve una maggiore progettualità, per attrarre gli investimenti, mirata a generare innovazione e crescita della qualità dei prodotti e di processo. Settori strategici per il nostro futuro, sono l’economia verde con le fonti alternative e le produzioni ecologiche.  Sono tre le aree su cui  concentrare l’attenzione: la zona industriale di Valdaro, l’area di Suzzara e il distretto della calza dell’alto mantovano. Inoltre, sarà importante cogliere efficacemente tutte le opportunità che la Regione Lombardia mette a disposizione per lo sviluppo economico e la competitività, con particolare attenzione ai Bandi riferiti alla promozione dell’Innovazione, Internazionalizzazione, interventi per favorire l’aggregazione nel settore Artigianato e micro-impresa, garantendo l’accesso al credito e promovendo progetti del sistema Infrastrutturale.

 

Per l’area industriale di Mantova che gravita intorno allo stabilimento chimico ed alla raffineria c’è bisogno di arrivare rapidamente alla nuova definizione dell’accordo di programma per garantire il completamento della messa in sicurezza dell’area, avviare il processo di bonifica e utilizzare le migliori tecnologie a disposizione per eliminare l’inquinamento e richiamare le imprese alle proprie responsabilità. Tutto questo lo si può realizzare, con la continuità produttiva, pianificando lo sviluppo ecocompatibile delle imprese attraverso la ricerca e l’innovazione. Per queste ragioni richiediamo a tutte le istituzioni oltre ad una rigorosa vigilanza nei confronti delle imprese che  inquinano ed interventi immediati per il processo di risanamento anche una disponibilità a supportare tecnicamente le piccole e medie imprese nel processo di ambientalizzazione.

 

La Camera del Lavoro di Mantova ritiene fondamentale orientare un modello di sviluppo innovativo e di qualità con un piano per la formazione professionale e la valorizzazione territoriale dell’Università. Abbiamo  l’esigenza di sviluppare coerentemente una nuova cultura, che valorizzi le professionalità, il sapere e l’esperienza dei lavoratori e delle lavoratrici, per noi significa investire sulle risorse umane. È necessario realizzare un catalogo della offerta formativa, ponendo al centro del programma le nuove tecnologie dell’informazione, della globalizzazione e dell’armonizzazione dei sistemi produttivi; per realizzare una programmazione della formazione e della riqualificazione professionale è indispensabile costituire una cabina di regia provinciale, per coordinare la programmazione ed evitare duplicazioni e sovrapposizioni delle iniziative formative.

 

 L’Università rappresenta per il nostro territorio una rilevante risorsa, un livello qualificato di eccellenza per elevare l’innovazione e la competitività; riteniamo che sia strategico ancorare sempre di più il ruolo dell’Università, ma anche degli Istituti di ricerca e Centri Tecnologici, a motore dello sviluppo innovativo e del sistema della ricerca, mettendolo in relazione alle esigenze del nostro tessuto produttivo e di quei distretti di particolare eccellenza. Produrre innovazione e ricerca per il tessuto produttivo mantovano è un obiettivo strategico e significa garantire un futuro alle imprese e alla occupazione.

 

 I  recenti dati della Provincia ci confermano che otto avviamenti al lavoro su dieci, nel mantovano sono con contratti precari; allo stesso tempo i dati dei diversi servizi ispettivi mettono in evidenza una sensibile crescita del lavoro irregolare. Sono entrambi fenomeni che hanno una dimensione nazionale e i recenti provvedimenti invece di contrastare l’avanzamento lo alimentano. Dobbiamo assumere l’impegno di limitare il lavoro precario, attraverso lo strumento della contrattazione di secondo livello, con una verifica attenta a tutte quelle  assunzione  con forme contrattuali atipiche, che mascherano rapporti di lavoro da dipendente, Dobbiamo rafforzare l’impegno  in una tenace lotta di contrasto a quel crescente mondo di cooperative ed imprese che fanno della concorrenza sleale e la cancellazione dei diritti dei lavoratori, il loro unico elemento di competitività, attraverso la rivendicazione del CCNL di riferimento delle società appaltanti.

 

La negoziazione sociale con i Comuni e i Piani di Zona, rappresenta una grande opportunità per migliorare la qualità dei servizi alla persona, garantendo così i diritti di cittadinanza. Per questa ragione siamo impegnati sempre di più ad estendere al maggior numero di Comuni, il confronto sul bilancio preventivo, con particolare riguardo alle tasse, tariffe, esenzioni e programmazione dei servizi sociali, e interventi per le persone non autosufficienti. Nel confronto con i Comuni dobbiamo porre la richiesta prioritaria di costituire specifici Fondi con adeguate risorse per sostenere le famiglie colpite dalla crisi e dalla perdita del lavoro; ad oggi il 40% dei Comuni mantovani ha accolto la nostra richiesta, il nostro compito sarà ora di estendere il numero dei Comuni. Gli accordi raggiunti hanno previsto interventi mirati e non generalizzati per quelle persone che hanno perso il lavoro o che hanno subito una significativa riduzione del reddito perché coinvolti dalla cassa integrazione, i contributi sono andati a quelle famiglie che versano in un vero stato di bisogno, per il sostegno affitti, bollette, mutui, rette e tariffe. Chiediamo inoltre ai Comuni di valorizzare lo strumento dei Piani di Zona, per garantire omogeneità nella programmazione degli interventi e per fare sistema sul territorio. Riteniamo necessario inoltre affrontare, nell’ambito della contrattazione sociale  e territoriale, insieme alle categorie ed alle RSU i temi della qualità delle cure, della qualità dei servizi. Sollecitiamo gli Enti locali a costituire un tavolo di confronto coinvolgendo le aziende ad assumersi la propria responsabilità sociale nei confronti del territorio dove sono insediati. 

 Con l’obiettivo di migliorare la sanità, pensiamo sia importante  costruire un modello di relazioni che definisca i tempi e le modalità del confronto con l’ASL. Il diritto alla salute del cittadino rappresenta uno dei diritti più importanti e se andiamo ad analizzare l’erogazione delle prestazioni socio sanitarie nella nostra Provincia, emergono diverse cose che non ci soddisfano. Le più rilevanti sono : i tempi delle liste di attesa, che nonostante le rassicurazioni di ASL e Regione, rappresentano un serio problema; il Pronto Soccorso dell’ospedale di Mantova, un reparto determinante e di grande importanza per l’ospedale, che richiede un intervento immediato per andare al superamento dello stato di disagio degli utenti che vi accedono e delle difficoltà per il personale che vi opera; progettare la continuità assistenziale Ospedale Territorio, attraverso l’integrazione delle prestazioni sanitarie con i servizi socio assistenziali dei Comuni; per gli  anziani chiediamo che si proceda alla definizione del progetto di realizzazione di un reparto di riabilitazione generica e specialistica a Mantova, recuperando un reparto dismesso dell’Ospedale C. Poma, con la dotazione di almeno 40 posti. Deve essere migliorata l’assistenza sanitaria nelle strutture penitenziarie e definito esplicitamente un cronoprogramma per il superamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

All’ASL, ai Comuni e Piani di Zona chiediamo di investire sul sistema dell’assistenza domiciliare. Negli ultimi mesi il proliferare di progetti di nuove RSA e di cittadelle della salute, più che rispondere a una analisi dei bisogni, pare che rispondano a interessi economici. Inoltre pensiamo che tutto questo metta in evidenza una carenza di idee e di programmazione territoriale pertanto richiediamo di avviare una riflessione sulle esperienze e sull’efficacia delle sperimentazioni gestionali attivate in sanità.

La preoccupante diffusione di consumo di sostanze stupefacenti e di alcool pone la necessità di predisporre un piano straordinario di intervento per affrontare questa emergenza, con il coinvolgimento dei Comuni, delle scuole, delle associazioni e delle parti sociali.

 Il nostro impegno sarà rivolto a realizzare una politica di accoglienza e di integrazione per i migranti, di integrazione a partire dai luoghi di lavoro, nel confronto con le Istituzioni,  con le scuole per favorire l’inserimento dei bambini e dei ragazzi. Opereremo per ridurre i tempi delle regolarizzazioni e del rinnovo dei permessi, ma vogliamo anche alzare la guardia contro il proliferare di atti di intolleranza e di discriminazione, per queste ragioni non mancheremo di rivolgerci alla giustizia per denunciare comportamenti, regolamenti e delibere di stampo razzista e discriminatorio.

  In questi ultimi due anni nella nostra Provincia, nonostante si sia registrato un calo degli infortuni sul lavoro, è fondamentale a mantenere un impegno alla diffusione di una cultura della Sicurezza del lavoro attraverso l’implementazione, con il necessario coinvolgimento di tutti gli organi preposti addetti alla vigilanza, dei sistemi di gestione della sicurezza in particolare nelle piccole e medie imprese.

 La Camera del lavoro di Mantova è favorevole alle energie rinnovabili e contraria all’installazione di centrali nucleari in Italia. La nostra contrarietà al nucleare è motivata dalla sua incompatibilità con il modello di sviluppo sociale ed economico che sosteniamo, rafforzato dalla considerazione che si vuole imporre il ricorso ad una tecnologia superata che non ha risolto i problemi legati ai costi, alla sicurezza ed allo smaltimento dello scorie. Inoltre, riteniamo particolarmente grave ed antidemocratica la decisione di cancellare la possibilità per le comunità locali di decidere sulla localizzazione degli impianti energetici. Chiediamo al Governo di assumere l’impegno sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sul risparmio energetico attraverso adeguati progetti e corrispettivi finanziamenti, determinando meno inquinamento e uno sviluppo sicuro nel rispetto dell’ambiente.

 Il congresso rinnova l’impegno di continuare il percorso deciso nella conferenza di organizzazione in particolare per quanto riguarda la presenza  negli organismi dirigenti delle donne e dei giovani.

 Il Congresso infine respinge con fermezza il disegno di legge sulla riforma del processo del lavoro

Che contiene norme gravi e pericolose volte a colpire al cuore il diritto del lavoro, che attaccano pesantemente i diritti dei lavoratori.

  Approvato con 223 voti a favore e 3 astensioni.

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